Eventi

Hickory Golf a Cà della Nave

È arrivata anche a Treviso l’eco del grande successo dell’Hickory Golf disputato sabato 10 al Golf Cà della Nave, nello splendido contesto di Villa Grimani Morosini. Una giornata indimenticabile, baciata dal sole, all’insegna dell’amicizia, della passione per il gioco e di una convivialità ormai rara.

Il Golf Cà della Nave è da sempre, a mio parere, il campo più importante del Triveneto. Nato negli anni ’80, è stato il primo dei tre percorsi italiani progettati dal leggendario Arnold Palmer, campione statunitense e architetto di campi da golf in tutto il mondo, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente.

Per realizzare questo campo, Palmer si ispirò alla vicina Venezia, disseminando le 27 buche di scenografici e strategici ostacoli d’acqua. L’inaugurazione avvenne nel 1988 in occasione dell’Open d’Italia femminile, vinto dalla straordinaria inglese Laura Jane Davies, che anni dopo avrebbe conquistato anche il Women’s British Open.

L’intento era ambizioso: creare un campo capace di ospitare competizioni di prestigio come la Ryder Cup, ma anche fruibile e divertente per i golfisti meno esperti. Palmer ci riuscì perfettamente: un percorso impegnativo per chi osa, ma giocabile per tutti, grazie a un disegno intelligente e ben calibrato.

Hickory Golf: un tuffo nel passato con stile

Per chi ancora non lo conosce, l’Hickory Golf è una disciplina affascinante: si gioca con bastoni in legno, simili a quelli usati alle origini di questo sport, e con abbigliamento d’epoca, curato e scenografico. Ma al di là dell’aspetto estetico, ciò che colpisce davvero è lo spirito: correttezza, serenità, rispetto delle regole e grande senso di comunità.

Il vero premio di una giornata Hickory non è solo la vittoria, ma la condivisione di un’esperienza autentica, in armonia con i compagni di gioco.

La giornata è iniziata con una colazione rustica e genuina: pane e salame, accompagnati da un robusto rosso, dolcetti e spumante. Lo spuntino si è svolto accanto alla buca uno, dove il socio Giancarlo Moro ha allestito la pittoresca e funzionale Hickory House, punto di ritrovo per tutti gli appassionati.

Sul campo: tra nostalgia e performance

La prima partenza era fissata per le 11.30, e il clima era perfetto: sole, temperatura ideale, né caldo né freddo. Il campo era in splendide condizioni: fairway, rough e green ben curati; l’unica nota da segnalare riguarda alcuni bunker, che necessiterebbero di un piccolo reintegro di sabbia.

I partecipanti, italiani e stranieri, erano ben “armati” e sorridenti. Alcune signore – tra cui la brillante Laura Casali – hanno portato eleganza e grande tecnica in campo. Con me hanno giocato Laura da Rovigo, Giuseppe da Torino e Kurt dall’Austria: tutti bravissimi, e nettamente superiori a me nell’uso dei ferri in hickory, notoriamente meno permissivi rispetto a quelli moderni.

Kurt colpiva potenti viole; Laura, nonostante la poca esperienza dichiarata con l’attrezzatura d’epoca, eseguiva colpi puliti e dritti. Io, invece, ero troppo assorto nel guardare il campo. Non lo calcavo da anni, dopo le note vicissitudini del circolo, e temevo di trovarlo trascurato. Invece, l’ho ritrovato in gran forma, con la stessa logica brillante nel disegno, gli ostacoli ben posizionati e un’atmosfera che mi ha riempito di nostalgia.

Il terzo tempo: premiazioni e sorrisi

Dopo il gioco, tutti a cena accanto alle piscine, in un clima di festa che è poi proseguito nella Hickory House, con le premiazioni.

Come da tradizione Hickory, nessuno torna a casa a mani vuote: bottiglie dell’eccellente spumante Campion, dalla terra del Cartizze, e numerosi gadget per tutti.

Il premio più prestigioso è andato a Agostino Stival, che ha registrato il miglior punteggio netto e addirittura una spettacolare hole-in-one. Laura Casali si è aggiudicata il titolo di prima lady, ricevendo in dono un raro e perfetto putter d’epoca.